Sebastiano Brandolini

Itinerari di Architettura

La Metropoli del Canton Ticino

di Sebastiano Brandolini foto Luca Casonato

La topografia e i confini geografici sono chiari. Il Canton Ticino è composto da due vallate: la prima è il proseguimento naturale del lago Maggiore e contiene Locarno e Bellinzona, la seconda è l’entroterra di Como e contiene Mendrisio e Lugano; tra le due valli si trova il Monte Ceneri, alto 500 metri. Politicamente la sua forma è quella di un triangolo con il vertice rivolto a sud, confinante a est con la Lombardia, a ovest con il Piemonte, e a nord con i Cantoni elvetici di Uri e dei Grigioni.

A Zurigo dicono che la cultura, la città lineare e il milieu architettonico del Canton Ticino sono estrapolazioni di Milano, visto che fanno parte della sua vasta area metropolitana; nel merito, si chiosa poi che in Ticino l’architettura in fondo è cattolica, il che presuppone che vi sia maggiore empatia e meno astrazione che nei cantoni protestanti.

Mentre le più importanti opere di architettura della cosiddetta Scuola Ticinese stanno per compiere cinquant’anni (per esempio: Rino Tami-Opere autostradali, 1960/83; Aurelio Galfetti-Bagno pubblico, Bellinzona 1970; Livio Vacchini-Scuole, Locarno, Losone-Montagnola anni Settanta; Mario Botta-Scuola, Morbio inferiore 1977; Luigi Snozzi-Piano e opere varie, Monte Carasso dal 1970) e quindi per passare nel registro della storia, l’attualità rimane ricca di spunti: potremmo dire che il Ticino è stato ed è ancora un proficuo caso di regionalismo critico (termine coniato da Kenneth Frampton negli anni Ottanta) e che non è mai scivolato nel provincialismo.

L’itinerario si concentra sulle opere recenti post 2010 realizzate nelle quattro aree urbane che formano la conurbazione ticinese (Mendrisio, Lugano, Bellinzona, Locarno) ed esclude, per motivi di spazio, quanto realizzato nelle valli (per esempio: Centovalli, Onsernone, Maggia, Verzasca, Leventina, Mesolcina, di Blenio), oltre alle case unifamiliari e le opere d’ingegneria (che sono molteplici, visto che tra non molto verrà ultimato il progetto Alptransit, di cui fa parte il nuovo tunnel ferroviario del Gottardo). Sono quasi tutte opere pubbliche, il che, visto dall’Italia, fa riflettere.

A Mendrisio e nei pressi segnaliamo: una Palestra scatolare in calcestruzzo e vetro, l’Istituto agrario cantonale composto da quattro parallelepipedi separati in adobe (uno dei progetti migliori tra tutti), il Palazzo Fuoriporta che è un progetto urbano in parte anche privato e un’altra Palestra, questa volta multicolore addossata al boscoso fianco della montagna. Di tutti e quattro va apprezzata la linearità compositiva, e il non aver ceduto a fasulli mimetismi contestuali; si coglie subito anche l’importanza che assume il calcestruzzo nella creazione di un’estetica in grado di produrre forza e identità.

A Lugano, oggi luogo di riposo soprattutto per la terza età nonché terzo centro finanziario della Svizzera, si trovano le sole opere private che segnaliamo: palazzine residenziali che fanno il possibile per caratterizzare una tipologia ormai troppe volte standardizzata e il più delle volte banalizzata, ragionando sui materiali, disegnando attentamente le facciate e le finestrature, scegliendo il colore e infine calibrando l’impatto (troppo spesso invasivo) di balconi e terrazze.

A Bellinzona, che è una città meno commerciale e più sobria di Lugano, la nostra attenzione cade su due edifici amministrativi in calcestruzzo (uno porta la firma di Snozzi) e su un Termovalorizzatore (opera dello Studio Vacchini) che, oltre ad essere ben visibile dall’autostrada, è simbolicamente e dimensionalmente importante, con un rivestimento che pare bugnato ma è in realtà di lamiera.

Da soli questi tre edifici giustificherebbero una visita: la loro coerenza, misura comune e senso di responsabilità ci fanno capire che attualmente è in atto un dialogo/dibattito tra architetti e amministratori rispetto all’emergere di una metropoli valliva del Ticino. Quali dovrebbero essere le sue forme? Quali le sue gerarchie? Quali le sue infrastrutture? Quali le potenzialità? E come trasformare la periferia in metropoli?

Infine, nella zona di Locarno, dove peraltro recentemente è stato restaurato il complesso museale di Monte Verità (escluso da questo itinerario), vale la pena menzionare una grande Scuola professionale (un landmark elegante ma fatto di poco, simile a un grande capannone, con facciate di lamiera e un tetto seghettato), un Centro sportivo (di Mario Botta, una composizione di diversi volumi con un generoso portico, il tutto rivestito di mattoni rossi), e una piccola Fondazione d’arte dello studio zurighese Gigon Guyer (una scatola secca di calcestruzzo con una sola stanza per piano, priva di sbavature decorative).

Dalla somma di queste opere si evince, oltre all’attenzione e all’affetto che la società ticinese riserva all’architettura, anche il suo specifico modo di essere, cioè la sua identità. Se sul fronte urbanistico si resta esterrefatti davanti alla violenta crescita immobiliare residenziale dal sapore fortemente speculativo di Locarno e di Lugano negli ultimi trent’anni (prevalentemente seconde case che si inerpicano sulle montagne), va aggiunto che sul fronte architettonico gran parte degli edifici sono solidi, dalla chiara geometria, quasi sempre ben fatti, al limite dell’ordinario.

Pochi in Canton Ticino gli edifici mimetici, fragili, alla moda. Forse questa fattività (sachlich, si direbbe in tedesco) è proprio il testamento spirituale della Scuola Ticinese che in passato ha predicato, e i cui eredi continuano a predicare, che l’architettura, per essere davvero urbana, deve da un lato avvalersi del giusto vocabolario formale e simbolico e dall’altro fondarsi su “tipi” che siano oggettivi, diretti e replicabili grazie alla loro semplicità.

All’interno di questa ambiziosa missione (che è sia urbana che sociale), l’Accademia di Architettura di Mendrisio continua a svolgere un ruolo importante, fin da quando fu fondata nel 1996. Le parole di Alberto Caruso, su un minivolume-guida uscito di recente (Ticino Guide-Architettura e Ingegneria, Canton Ticino 2000-2015), fanno qualche previsione: “La progettazione della densità è la questione centrale. La sfida è quella della grande scala, del governo effettivo dei processi insediativi. Il laboratorio dell’architettura ticinese sta maturando la cultura progettuale necessaria a esprimere novità importanti, in attesa che si verifichino le condizioni per una nuova corrispondenza tra bisogni della società e offerta di architettura”.

Insomma, l’area metropolitana ticinese e transfrontaliera a forma di stella, di cui fanno oggi parte Varese e Como in Italia, e Mendrisio, Lugano, Bellinzona e Locarno in Svizzera, deve ancora una volta prendere coscienza di sé, se vuole salvaguardare il proprio regionalismo. 

1 - Palestra Doppia CPC - Chiasso 
2 - Istituto Agrario Cantonale - Colderio Mezzana 
3 - Palazzo Fuoriporta - Mendrisio 
4 - Palestra - Riva San...
1 - Palestra Doppia CPC - Chiasso 
2 - Istituto Agrario Cantonale - Colderio Mezzana 
3 - Palazzo Fuoriporta - Mendrisio 
4 - Palestra - Riva San...
1 - Palestra Doppia CPC (Baserga Mozzetti Architetti, Ingegneri Pedrazzini) - Via Serafino Balestra 1 - Chiasso - 2010
1 - Palestra Doppia CPC (Baserga Mozzetti Architetti, Ingegneri Pedrazzini) - Via Serafino Balestra 1 - Chiasso - 2010
2 - Istituto Agrario Cantonale (Conte Pianetti Zanetta Architetti) - Via San Gottardo 1 - Colderio Mezzana - 2012
2 - Istituto Agrario Cantonale (Conte Pianetti Zanetta Architetti) - Via San Gottardo 1 - Colderio Mezzana - 2012
3 - Palazzo Fuoriporta (Mario Botta) - Via Beroldigen/Via Franco Zorzi - Mendrisio - 2011
3 - Palazzo Fuoriporta (Mario Botta) - Via Beroldigen/Via Franco Zorzi - Mendrisio - 2011
4 - Palestra (CDL Giancarlo Durisch + Durisch + Nolli Architetti + Giorgio Giudici) - Via Vincenzo Vela - Riva San Vitale - 2010
4 - Palestra (CDL Giancarlo Durisch + Durisch + Nolli Architetti + Giorgio Giudici) - Via Vincenzo Vela - Riva San Vitale - 2010
5 - Edificio Residenziale (Tibiletti Associati) – Via Beltramina 19 – Lugano - 2011
5 - Edificio Residenziale (Tibiletti Associati) – Via Beltramina 19 – Lugano - 2011
6 - Residenza Concordia (Luca Gazzaniga Architetti) -Via Concordia 2- Lugano - 2015
6 - Residenza Concordia (Luca Gazzaniga Architetti) -Via Concordia 2- Lugano - 2015
7 - Stabile Amministrativo 3 (Sabrina Snozzi Groisman, Gustavo Groisman + Luigi Snozzi) - Via Franco Zorzi 13 - Bellinzona - 2014
7 - Stabile Amministrativo 3 (Sabrina Snozzi Groisman, Gustavo Groisman + Luigi Snozzi) - Via Franco Zorzi 13 - Bellinzona - 2014
8 - Impianto Cantonale Di Termovalorizzazione dei Rifiuti ICTR (Consorzio C>R>B>, Anastasi Ingegneria, Studio Vacchini Architetti) - Strada dell’A...
8 - Impianto Cantonale Di Termovalorizzazione dei Rifiuti ICTR (Consorzio C>R>B>, Anastasi Ingegneria, Studio Vacchini Architetti) - Strada dell’A...
9 - Sede Amministrativa AET (Lukas Meyer, Ira Piattini + Francesco Fallavolita) - El Stradun 74 - Monte Carasso - 2015-12-17
9 - Sede Amministrativa AET (Lukas Meyer, Ira Piattini + Francesco Fallavolita) - El Stradun 74 - Monte Carasso - 2015-12-17
10 - ARCA Centro di Formazione Professionale SSIC (Durisch + Nolli Architetti) - Via Santa Maria 27 - Gordola - 2010
10 - ARCA Centro di Formazione Professionale SSIC (Durisch + Nolli Architetti) - Via Santa Maria 27 - Gordola - 2010
11 - Centro Sportivo Nazionale Della Gioventù (Architetto Mario Botta) - Via Brere - Tenero-Contra - 2013
11 - Centro Sportivo Nazionale Della Gioventù (Architetto Mario Botta) - Via Brere - Tenero-Contra - 2013
12 - Fondazione Marguerite ARP (Annette Gigon, Mike Guyer) - Via alle Vigne 46 - Locarno – 2014
12 - Fondazione Marguerite ARP (Annette Gigon, Mike Guyer) - Via alle Vigne 46 - Locarno – 2014